Le allodole di Shakespeare - è lieve, sognante, poetica: è forse la canzone d’amore semplice e ispirata che avrei voluto scrivere da sempre.
L’orso e la stella – è piena di buoni sentimenti, insegna a credere nelle favole.
Una storia americana – insegna a non credere nella favole, ma a tenere sempre d’occhio chi ci racconta la storia.
Vento – di tanto in tanto arriva, ci increspa la vita. Poi scaccia le nuvole. Come potremmo essere felici, se non conoscessimo il dolore?
Prendi le ali – il ritmo della vita non è sempre lo stesso. Finchè siamo figli, madre e padre sono la diga che ci protegge. Dopo, siamo noi la diga contro il tempo.
Un dolore più gentile – quando la stanza è completamente buia, allora si può distinguere meglio l’ingresso del piccolo raggio di sole che aspettavamo.
Nostra Signora del golpe – orazione laica, piccola preghiera politica: anche nei tempi più miserevoli, non dobbiamo abbandonare la speranza…
La stella di Davide - …e non dobbiamo credere nel diritto offerto dalla prepotenza, ma solo in quello confermato dalla giustizia e dalla pace…
Waterloo - …altrimenti non capiremo mai chi ha vinto e chi ha perduto. Ma con la guerra, si sa, perdono sempre tutti i giocatori.
Terraferma – l’uomo è solo, a piedi nudi nel mondo, gli occhi rivolti al cielo. Cerca la stella che gli illumini il cammino.
Senza saluti – seguiamo gli amici che partono: per pochi minuti con gli occhi… per tutto il tempo che rimane con i pensieri del cuore.
Song for Vale – niente parole, è sufficiente un sincero sentimento.
Queste le dodici canzoni dell’album. Mai lavoro è stato più divertente.
Gli arrangiamenti sono stati realizzati da Fabrizio Guarino (che ne è anche l’unico sorprendente esecutore), esclusivamente con chitarre (o parti di chitarre) di ogni genere e tipo. Una continua invenzione di sonorità e di modi per la quale si è poi rivelata determinante l’ingegneria di Paolo Lovat, navigatore del suono e timoniere dello studio Stile Libero di Pastrengo: un incontro a lungo atteso, e davvero fortunato. Il risultato? Una scommessa, certo, ma coerente con il mio antico desiderio di essenzialità, finalmente soddisfatto: poche cose calde nel motore, attorno al cuore che batte.
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